Itinerario della street a Salerno: i murales del rione Fornelle

Oggi ti porto alla scoperta dei murales del Rione Fornelle di Salerno. Un tempo conosciuto da pochissimi, questo quartiere – dove è nato e cresciuto il poeta Alfonso Gatto – si è trasformato in una vera e propria tappa da non perdere, conquistando un posto negli itinerari della città. Oggi sono tantissimi i turisti che passeggiano tra i suoi Muri d’Autore, mentre le scuole lo scelgono sempre più spesso come meta per le loro visite guidate!
Dal 2024 il quartiere Fornelle è stato oggetto di lavori di restyling dei palazzi di edilizia popolare. Ma il progetto Muri d’Autore non si è fermato, anzi. Appena conclusi gli interventi, la street art è tornata protagonista per riempire di bellezza il rione… con tanta nuova poesia!
Anche in Vicolo San Bonosio, la traversa di via Mercanti a 50 metri dalla Pinacoteca provinciale, i murales torneranno a nuova vita dopo i lavori di riqualificazione di cui le facciate saranno oggetto.

Progetto “Muri d’Autore” a Salerno
Pur essendo uno dei quartieri più antichi e autentici nel cuore del centro storico di Salerno, per molto tempo il Rione Fornelle è stato penalizzato da una cattiva fama che gli ha impedito di farsi conoscere. Un vero peccato, data la sua storicità.

Fino a quando, nel 2014, la fondazione Alfonso Gatto ha lanciato il progetto “Muri d’Autore” grazie al quale oggi possiamo vedere il Rione con occhi completamente nuovi.
L’idea nasce dall’intuizione di Filippo Trotta, nipote del celebre poeta, insieme a Pino Roscigno (GreenPino) e al poeta salernitano Valeriano Forte: un lavoro di squadra che ha saputo restituire al rione l’identità e la visibilità che merita.

I Murales di GreenPino nel Rione Fornelle
Oggi le Fornelle sono conosciute come il quartiere dei murales di Salerno. Camminare tra i suoi vicoli è come sfogliare le pagine di un libro, dove i murales e la poesia si susseguono sulle facciate, di casa in casa.
I versi di Alfonso Gatto, le citazioni di Eduardo De Filippo, Alda Merini, Totò, Pino Daniele: qui l’arte si respira per strada, sempre lì sui muri, a disposizione di chiunque passi.

GreenPino con la sua riconoscibile arte del lettering continua ad abbellire le facciate. Insieme a lui, altri di fama internazionale hanno partecipato negli anni al progetto: Alice Pasquini, Carlos Atoche, Ivan Tresoldi e Ratzo.

Gli abitanti del rione hanno accolto l’iniziativa dei Muri d’Autore con entusiasmo. In prima linea ci sono state le donne, colonna portante del quartiere: con una visione lungimirante, hanno compreso subito la forza del progetto.
I murales di Guido Van Helten, UNO e David de la Mano
Da non perdere i murales dell’artista australiano Guido van Helten, una serie di ritratti come quello che raffigura il volto di una bambina con uno sguardo che sembra rappresentare speranza e quello di una nonna che aiuta la nipote a fare i compiti, raccontando la storia di tante donne che si occupano a tempo pieno delle nipoti mentre i genitori lavorano.

Imperdibile anche il coloratissimo “A riveder le stelle” di UNO, il gigantesco murales che invita a staccare gli occhi dai display digitali per tornare a guardare il cielo. Le stelle, rappresentate da croci, diventano le coordinate che ci spingono a sollevare lo sguardo verso l’alto.

Un’altra perla del rione è “Sea Skin” (Pelle di Mare), il murale monocromatico realizzato da David de la Mano. I lineamenti del volto di una donna si dissolvono in un intreccio di navi e marinai: la memoria del mare si trasforma in una poesia dipinta sulla parete!
L’opera incornicia i versi di Alda Merini: “La poesia è un castello di solitudine con qualche rarissima finestra di rotte allegrie”.

Il percorso dei murales a Salerno
Non c’è un percorso ben definito da seguire per vedere tutti i murales. Entrando nel quartiere ti consiglio di girare senza una meta tra le stradine e i vicoli, come il Vicolo degli Amalfitani e il Vicolo delle Galesse.

Rione Fornelle di Salerno: la storia
Il rione nacque nel IX° secolo e si sviluppò attorno alla chiesa di Santa Trofimena ancora oggi esistente. Al centro del quartiere c’è piazza Matteo d’Aiello dove si può ammirare la Fontana delle Fornelle risalente al XVII° sec.
In origine in questo rione vivevano gli amalfitani che si dedicavano ai commerci e alla lavorazione della ceramica nelle fornaci da cui deriva probabilmente il nome “Fornelle”. Storicamente ci hanno abitato umili famiglie di pescatori, infatti in molte opere di street art che incontrerai, troverai un riferimento al mare: raffigurazioni e parole come sole, pesca, mare, popolo.
Se sei fortunato, passeggiando tra i vicoli potresti imbatterti negli artigiani del posto mentre intrecciano a mano le reti da pesca.

Come raggiungere il Rione Fornelle a Salerno
Il rione è un po’ nascosto rispetto alle vie del centro storico più conosciute, tant’è che prima di diventare noto per i suoi murales molti salernitani, me compresa, non ci avevano quasi mai messo piede.

Per arrivarci, puoi prendere come riferimento la chiesa della santissima Annunziata con il suo campanile e la cupola maiolicata, in via Portacatena, in linea d’aria di fronte all’ingresso della Villa Comunale.

Lungo la strada, guardando sulla sinistra, noterai ben segnalata l’entrata del vicolo che conduce al quartiere. Proprio questo vicolo introduce alla street art delle Fornelle con il tunnel disegnato dagli artisti Piger e Ivan Tresoldi.
Una curiosità: in via Portacantena ci sono bellissimi palazzi antichi tra cui il settecentesco palazzo Pedace che al piano terra ospita la sede del FAI di Salerno. Sulla stessa strada si trova la costruzione che nel Medioevo ospitò uno dei primi ospedali laici al mondo, fondata da Matteo d’Aiello, vice cancelliere del regno Normanno di Sicilia. In questi luoghi è nato infatti l’ospedale San Giovanni di Dio da cui prende il nome l’attuale ospedale di Salerno.
Murales sulle scale del quartiere Mutilati
Sapevi che fuori dal Rione Fornelle, nel centro città c’è un altro grande murales?
Se ti trovi a passeggiare a Salerno in occasione di Luci d’Artista o di una visita turistica, molto probabilmente ti imbatterai in quest’opera.
È stata realizzata da GreenPino e Alice Pasquini. Si trova a pochi metri dal corso di Salerno, sulla scalinata che da via Velia conduce al Rione Mutilati. Ad ogni gradino si leggono versi di poesie di Alfonso Gatto tra cui “Il Girotondo”.

Ora che sai come fare un itinerario di Salerno a piedi nei luoghi della street art, puoi leggere anche la mia guida su cosa vedere a Salerno in un giorno per arricchire il tuo programma.
Ultimo aggiornamento 12 Ottobre, 2026 di Alessia Carbone


